Alla vigilia dell’Unità d’Italia, come mostra la cartina, la penisola era divisa in ben 7 Stati Sovrani. Molti di questi erano influenzati dall’Austria-Ungheria ed avevano una sovranità pertanto limitata.Lo Stato pontificio “spezzava” a metà il paese ed essendo espressione del potere temporale del Papa era particolarmente difficile conquistarlo poichè godeva di protezioni da parte della Francia e di altre potenze estere interessate a difendere “la cristianità”.
L’iniziativa venne presa da Garibaldi (per molti anni si era sognata l’Unità d’Italia da parte di diversi intellettuali e scrittori: Mazzini, D’Azelio, Manzoni e uomini politici: Carlo Pisacane, i fratelli Bandiera, Carlo Cattaneo, Gioberti, Daniele Manin....) abilissimo uomo d’armi che con mille volontari (la maggior parte della Lombardia e nord Italia) sbarcò in Sicilia e risalì la penisola fino a Napoli capitale del regno borbonico, sconfeggendone l’esercito, e liberando il sud Italia da una monarchia fra le più decadenti ed inefficienti d’Europa. Vittorio Emanele II re di Sardegna e Piemonte, sapendo che Garibaldi era di idee repubblicane e socialisteggianti temeva che questi volesse instaurare al sud una repubblica democratica che avrebbe potuto far cadere la monarchia sabauda e dimostrato all’Europa che era possibile abbattere le monarchie come teorizzava Mazzini. Con l’esercito marciò “ incontro” e “contro” Garibaldi (ottenuto l’appoggio diplomatico delle maggiori monarchie europee) per impedire una svolta troppo democratica. I savoia, con il Generale Cialdini entrarono nello Stato Pontificio nelle Marche e si scontrarono con l’esercito papale che difendeva le frontiere, vincendo, a Castelfidardo vicino ad Ancona e continuando la marcia verso sud. Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi si incontrarono così a Teano fra Roma e Napoli. Garibaldi consegnò il sud Italia al re per evitare uno scontro fra Garibaldini ed esercito Piemontese cioè una guerra civile. Avendo vinto una guerra e conquistato un regno a Garibaldi sarebbe spettato il testoro di quel regno, il governo, onorificenze...invece non ottenne nulla dai Savoia che si dimostrarono molto ingrati. Anche i Garibaldini non vennero ricompensati per i loro sacrifici...molti erano morti per liberare il sud...non vennero immessi nei ranghi dell’esercito italiano e non ottennero pensioni di guerra se non marginalmente. Invece gli ufficiali borbonici che avevano perso la guerra, per il fatto che erano militari regolari vennero integrati nell’esercito italiano e pagati e ricompensati...l’Unità d’Italia, insomma, iniziò male...per il popolo. Si aggiunga anche che i “Piemontesi” si comportarono non come fratelli per gli abitanti del sud ma come nuovi padroni...imponendo nuove leggi, nuove tasse, la leva obbligatoria per diversi anni...insomma danneggiando l’economia già poverissima del sud Italia! Gli storici per questo parlano non di “Liberazione” del sud ma di “Piemontesizzazione”. Ne derivò una rivoltà dei contadini e dei pastori del sud che sfociò in un brigantaggio che vide ben 5.000 medidionali combattere contro l’esercito Italiano. Vennero commesse da ambo le parti atrocità e massacri...alla fine i briganti vennero uccisi tutti e così venne imposto il nuovo ordine ma solo dopo 5 – 6 anni di lotte che lasciarono ferite aperte per decenni. Fenomeni come la ‘drangheta la camorra e la mafia hanno a monte questa ostilità verso lo Stato percepito come “padrone ostile” da combattere e non amico col quel collaborare.
Il papa rimase sovrano della città di Roma che Garibaldi tentò per ben due volte di conquistare militarmente senza riuscivi perchè fermato dall’esercito italiano e francese che custodiva il papato, e ciò per farne la Capitale d’Italia...infatti Roma era una città prestigiosa perchè al tempo dei romani era “caput mundi” ed anche dal punto di vista geografico, trovandosi a metà della penisola si prestava ad essere Capitale. Solo nel 1870 l’esercito Italiano (i bersaglieri di La Marmora) attaccò Roma, aprì a cannonate la breccia di Porta Pia e conquistò la città dopo una breve resistenza dell’esercito pontificio.
Il Papa, ritenendosi offeso ed usurpato, si rinchiuse nei palazzi vaticani (che vennero rispettati dal Governo Italiano come residenza esclusiva del Papa riconoscendone la piena sovranità ed autonomia dall’Italia) ed intimò a tutti i cattolici italiani di NON collaborare col nuovo Stato Italiano. (Allora i cattolici erano l’80% della popolazione e questo ordine causò grave danno al nascente Stato Italiano perchè questo fu impoverito del contributo che i cattolici potevano dare alla politica). Con la presa di Roma finisce il potere temporale dei Papi durato ben 1500 anni!

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